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TIPOLOGIE:
¬ Araldica: le bandiere araldiche sono con i colori mutuati dalle armi di stato. Generalmente costituite da 2-3 bande orizzontali di uguali dimensioni (Austria, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Monaco, Polonia, Spagna, Ucraina, San Marino) o bande verticali (Malta, Vaticano) Le bandiere che compaiono negli stemmi indicano conquista e giurisdizione su un paese o un territorio. Bandiere, solitamente in numero, sono anche poste accollate a stemmi di generali o di altri alti funzionari statali.
Un particolare tipo di bandiera è quella allungata a due fiamme, bianca e con la croce rossa (o talvolta con la sola scritta Agnus Dei), che compare solitamente come ornamento del cosiddetto agnello pasquale.
¬ Bandiere anarchiche: caratterizzata dai colori rosso e nero venne alzata per la prima volta durante la rivoluzione francese. Esempi: Haiti, Angola, Nicaragua.
¬ Bandiere belliche: la bandiera di guerra è una bandiera utilizzata dai reparti militari. È definita anche bandiera di combattimento. Normalmente è realizzata in seta o in altro materiale pregiato ed è di fattura particolarmente curata. La bandiera di guerra viene custodita dal comandante del reparto dentro un cofano o una teca vetrata.
La bandiera di guerra accompagna il reparto in tutta la sua vita operativa, sia in tempo di pace che di guerra. È il simbolo dell'onore del reparto, delle sue tradizioni, della sua storia e del ricordo dei suoi caduti.
È tradizione che la bandiera vada difesa fino all'estremo sacrificio. La bandiera ha un significato simbolico: ogni soldato del reparto è disposto a dare la vita per la bandiera (che rappresenta la Patria), portandola nel cuore ed onorandola. Infatti è dinnanzi alla bandiera di guerra che ogni militare presta il suo giuramento.
In Italia, le bandiere di guerra dei reparti non più attivi sono custodite presso il Sacrario delle Bandiere al Vittoriano.
¬ Bandiere colori panafricani: derivate dalla bandiera disegnata da Marcus Garvey negli Stati Uniti nel 1917 (verde, nera, rossa) e dalla bandiera rasta dell'Etiopia (verde, rossa, gialla). Sono caratterizzate dai colori: giallo, verde, rosso ed caricate con eventuali elementi di colore nero. Esempi: Benin, Burkina Faso, Camerun, Etiopia, Ghana, Guinea Bissau, Malawi, Senegal, Togo, Rwanda.
¬ Bandiere colori panarabi: si ispirano alla bandiera della rivolta araba di Hejaz del 10 giugno 1916 che era costituita da 3 bande orizzontali uguali nero, verde e bianco con un triangolo rosso all'asta. Tipica degli stati del medio-oriente: Egitto, Iraq, Giordania, Kuwait, Autorità nazionale Palestinese, Sudan, Somaliland, Siria, Emirati Arabi Uniti, Yemen.
¬ Bandiere colori panslavi: derivate dal tricolore russo bianco-blu-rosso (che non è stato mutuato, come erroneamente si crede, dal tricolore olandese o Prinsenvlag). Sono in uso presso molti stati dell'Europa orientale di popolazione slava: Russia, Repubblica Ceca, Slovacchia, ex-Cecoslovacchia, ex-Yugoslavia, Slovenia, Croazia, Serbia.
¬ Bandiere croce: riportano un croce che si riferisce alla fede cristiana. Esempi: Danimarca, Dominica, Finlandia, Guernsey, Islanda, Norvegia, Svezia, Svizzera, Tonga, Wallis e Futuna, Malta, Piemonte, Sardegna, Lombardia, Carelia, Grecia (1822-1970).
¬ Bandiere falce di luna: riportano una o più falci di luna che si riferisce alla fede mussulmana. Esempio: Algeria, Azerbaijan, Brunei, Comore, Maldive, Mauritana, Cipro turca, Tunisia, Turkmenistan, Turchia, Uzbekistan.
¬ Bandiere Francisco de Miranda: la bandiera di Francisco della Miranda fu la prima bandiera in Sud America a rappresentare l'emancipazione della Spagna. Era caratterizzata da 3 bande orizzontali uguali gialla, blu e rossa. Esempi Ecuador, Colombia, Venezuela.
¬ Bandiere ONU: di colore azzurro come la bandiera delle Nazioni Unite è stata adotta come bandiera di compromesso in paesi caratterizzati da situazioni di instabilità dove si è reso necessario l'intervento delle nazioni unite: Eritrea (1952-1959), Cambogia, Micronesia, Somalia.
¬ Bandiere Provincie Unite dell'America Centrale: le provincie dell'America centrale si unirono per rompere i legami con la Spagna nel 1823. Sono caratterizzate dai colori azzurro o celeste e bianco arrangiati in bande orizzontali o anche verticali. Esempio Argentina, El Salvador, Costa Rica, Guatemala, Honduras.
¬ Bandiere rosse: derivate dalla bandiera rossa, utilizzata fin dai tempi della comune di Parigi e poi adottatata anche dall'Unione Sovietica è sempre stata il simbolo del socialismo. Queste bandiere sono caratterizzate da un campo rosso caricato con ornamenti diversi di vario colore. Utilizzate dai paesi comunisti. Esempio ex-URSS, Cina, Vietnam, Transdnistria, Cambogia (1976-1989), Afghanistan (1978-1980), Congo (1969-1991).
¬ Bandiere "stelle e striscie": adottate da quesi paesi e movimenti che si ispiravano ai valori della guerra di indipendenza americana. Le strisce orizzontale sono generalmente bianche e rosse o bianche e blu. Esempi: Hawaii, Liberia, Malaysia, Caucaso settentrionale (1918-1919), Stato libero d'Orange (1857-1902), Uruguay, Cuba, Puerto Rico.
¬ Bandiere tricolore: adottate dai paesi che si ispiravano agli ideali della rivoluzione francese. Caratterizzati da tre bande uguali verticali (Romania, Chad, Italia, Costa d'Avorio) o dai colori rosso, blu, bianco diversamente arrangiati (Lucca 1803-1805).
¬ Bandiere Union Jack / Union Flag: in uso presso le ex-colonie britanniche. Sono bandiere derivate dalla red ensign per uso civile e blue ensign per uso governativo. Presentano la Union Jack nel cantone e un badge (sigillo) al battente. Alcuni stati dopo l'indipendenza hanno mutato lo sfondo (da blu ad azzurro) mantenendo la Union Jack nel cantone o sostituendo il badge con un altro motivo. Esempio: Australia, Nuova Zelanda, Figi, Tuvalu etc.
¬ Gonfalone (anticamente anche Confalone): fu adottato da numerosi comuni medioevali. È, di norma, un vessillo (rettangolare) appeso per un lato minore ad un'asta orizzontale a sua volta incrociata con una verticale sostenuta da chi porta il gonfalone (gonfaloniere). In seguito anche Compagnie, Corporazioni e Quartieri adottarono propri gonfaloni.
Negli stemmi compaiono due tipi diversi di gonfalone: 1) una immagine stilizzata e standardizzata, che compare molto frequentemente nell'araldica civica dell'Europa centro-occidentale; si tratta di una pezza di stoffa orizzontale, sostenuta da tre anelli, da cui pendono tre strisce frangiate in basso, con quella centrale più lunga delle laterali; 2) il gonfalone papale, detto anche basilica, che simboleggia l'autorità della Santa Sede e compare tuttora sui francobolli e nelle monete del Vaticano durante il periodo di Sede vacante.
¬ Stendardo: drappo attaccato a un asta che serviva come principale insegna di un esercito e in alcuni paesi era usanza issarlo nel mezzo del carroccio.
¬ Vessillo: propriamente è il nome di qualsiasi drappo che debba servire da insegna. Fin dalla più remota antichità l’uomo sentì la necessità pratica di rendere facilmente visibile il proprio potere ed inalberò una insegna, un qualsiasi manufatto cioè che lo differenziasse dagli altri uomini e lo facesse riconoscere a distanza. I popoli antichi, Assiri, Indi, Sciti, Persiani, etc., li adoperavano nelle milizie dipingendovi figure riguardanti avvenimenti o simboli della loro storia. I Tebani vi raffiguravano la sfinge e gli Ateniesi la civetta. Nell’esercito romano i vessilli erano le bandiere dei vari reparti, mentre signa erano chiamate le insegne (raffigurazione di animali o di simboli sacri), come le aquile della legione. Si chiamava inoltre vessillo una bandiera di porpora con fregi d’oro che veniva consegnata agli ufficiali superiori, tribuni, legati e prefetti, come ricompensa degli atti di valore. Negli ultimi anni dell’impero, fu l’insegna particolare della Centuria, di cui il vessillo ne riportava il numero, oltre a quello della coorte cui la centuria stessa apparteneva. Nell’impero fu proprio delle coorti pretoriane, delle bande di cavalli e delle compagnie dei vessillari. Questi ultimi erano legionari romani istruiti per combattere sotto un vessillo proprio, i quali stavano nelle prime file ed eseguivano azioni rapide, in luoghi ove corpi più grossi non potevano giungere. Negli accampamenti le insegne erano raccolte insieme nel pretorio, (apposita tenda) e gelosamente custodite. Si celebrava in loro onore una ricorrenza festiva durante la quale esse venivano rinnovate o riparate. Con la caduta dell’impero romano d’occidente, decadde l’idea dell’organizzazione statale e quindi l’evoluzione dell’insegna da simbolo di uno stato si interruppe e diventarono distintivo di famiglie gentilizie o di persone unite da interessi particolari.
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