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Bandiera che raggruppa gli stemmi delle 4 repubbliche marinare principali: dall'alto a sinistra, in senso orario, gli stemmi di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi.
La definizione di repubbliche marinare può essere estesa ad alcune città costiere, italiane e non, che tra il X ed il XIII secolo godettero di prosperità economica grazie alla loro attività commerciale, in un quadro di larga autonomia politica. Generalmente, la definizione è riferita in particolare a quattro città italiane: Amalfi, Pisa, Genova e Venezia
Nonostante ciò, altre città godevano ugualmente di indipendenza (governo autonomo sotto forma di repubblica oligarchica, moneta, esercito, ecc.), avevano partecipato alle crociate, possedevano una flotta di navi, avevano fondaci, "consoli delle nationes", che curavano gli interessi commerciali nei porti mediterranei, e possono a buon diritto essere annoverate tra le repubbliche marinare. Fra queste, si ricordano Gaeta, Ancona, Trani, Ragusa e Noli.
Le relazioni tra le repubbliche marinare traevano origine dalla loro natura di Stati votati al commercio. Queste relazioni riguardarono di volta in volta accordi di natura economica e politica, allo scopo di trarre reciprocamente profitto da una rotta commerciale o per decidere di comune accordo di non ostacolarsi.
Spesso, però, la concorrenza per il controllo delle rotte commerciali con l’Oriente e nel Mediterraneo scatenava delle rivalità che non potevano essere risolte sul piano diplomatico e diversi sono gli scontri armati tra le repubbliche marinare.
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